Troppo spesso si parla del Centro come di un area da “mettere a regime”, una zona dove l’unica attività perseguibile sia quella di controllare e perseguire i comportamenti scorretti e illeciti. La percezione che si ha da questo del centro della città è quella di una dead zone, un quartiere dove la comunicazione sia impossibile, la convivenza difficoltosa, la vita stessa problematica.
Un problema da affrontare con provvedimenti restrittivi, che ne limitino la frequentazione, che lo rendano sempre più lontano dai suoi stessi fruitori ed ospiti, che lo mettano tendenzialmente “sotto chiave”.
Noi crediamo invece che in qualsiasi città del nostro emisfero occidentale, e a maggior ragione in una città internazionale come la nostra, sia importante rigenerare il concetto di vita sociale che permei e abiti il centro cittadino, fungendo come strumento di aggregazione e di proposta che sia anche e per sua stessa natura il naturale argine al degrado sociale, ambientale e culturale che affligge il cuore della città.
Perché non trovare delle soluzioni alternative a questa chiusura e morte sociale?
giovedì 22 novembre 2007
Ztl o ZITTI ELLE?
Viva City è nata dicendo no alla ZITTI-ELLE della notte. Diciamo NO ad una misura che intende risolvere il problema della frequentazione del centro di Firenze con la desertificazione, creando zone di superaffollamento e altre irraggiungibili. Nelle prime i comportamenti scorretti diventano impossibili da contenersi. Nelle seconde prospera il malaffare e scompare la vita sociale, presidio base per la tenuta del territorio.
La ZITTI-ELLE ancorché risolvere il problema del traffico, lo peggiora. Congestiona le zone limitrofe, non affronta la tematica della convivenza e della tolleranza, ma tende a limitare la frequentazione solo ad un determinato tipo di utenza, quello dei giovani che abitano e vivono la città, come quello delle persone che cercano in una città internazionale come la nostra il giusto compendio in termini di partecipazione, interessi e svaghi, lasciando il centro cittadino, il cuore di Firenze, a chi ne è forzatamente ospite, vedi turisti e immigrati, in assenza di un effettivo ed efficace controllo territoriale e di proposte aggregative, sociali e culturali di qualità.
Noi vogliamo che i fiorentini, come gli abitanti del bacino metropolitano della città, possano godere del loro “salotto” come accade in tutte le città del mondo, con il pieno rispetto delle norme di civile convivenza e di reciproca tolleranza con gli altri ospiti di Firenze. Non vogliamo che le auto scorrazzino liberamente per le stradine strette del centro, vogliamo che il centro sia RAGGIUNGIBILE, promozionato e pieno di iniziative che aumentino la qualità della sua vita sociale.
Vogliamo un piano di comunicazione e di mobilità che includa parcheggi aperti tutta la notte e a tariffe agevolate, noleggio facilitato di biciclette, adozione di zone di sosta temporanea, istituzione di servizi navetta efficaci e di taxi reperibili.
Ma perché non impostare una nuova ZTL basata su questi pilastri:
a) Nuovo piano di comunicazione e cultura sulla gestione della ZTL
b) Piazze tematiche
c) Rete di collegamenti fra parcheggi scambiatori e piazze.
d) Convenzione navetta parcheggio per incentivare i parcheggi scambiatori
e) Creare servizi privati short-bus e limousine per ridurre i rischi d’incidenti il fine settimana.
f) Eventi culturali e progetti a partecipazione ed integrazione di tutta una via o quartiere.
g) Zone adibite a parcheggio temporaneo.
Perché non può essere così?
La ZITTI-ELLE ancorché risolvere il problema del traffico, lo peggiora. Congestiona le zone limitrofe, non affronta la tematica della convivenza e della tolleranza, ma tende a limitare la frequentazione solo ad un determinato tipo di utenza, quello dei giovani che abitano e vivono la città, come quello delle persone che cercano in una città internazionale come la nostra il giusto compendio in termini di partecipazione, interessi e svaghi, lasciando il centro cittadino, il cuore di Firenze, a chi ne è forzatamente ospite, vedi turisti e immigrati, in assenza di un effettivo ed efficace controllo territoriale e di proposte aggregative, sociali e culturali di qualità.
Noi vogliamo che i fiorentini, come gli abitanti del bacino metropolitano della città, possano godere del loro “salotto” come accade in tutte le città del mondo, con il pieno rispetto delle norme di civile convivenza e di reciproca tolleranza con gli altri ospiti di Firenze. Non vogliamo che le auto scorrazzino liberamente per le stradine strette del centro, vogliamo che il centro sia RAGGIUNGIBILE, promozionato e pieno di iniziative che aumentino la qualità della sua vita sociale.
Vogliamo un piano di comunicazione e di mobilità che includa parcheggi aperti tutta la notte e a tariffe agevolate, noleggio facilitato di biciclette, adozione di zone di sosta temporanea, istituzione di servizi navetta efficaci e di taxi reperibili.
Ma perché non impostare una nuova ZTL basata su questi pilastri:
a) Nuovo piano di comunicazione e cultura sulla gestione della ZTL
b) Piazze tematiche
c) Rete di collegamenti fra parcheggi scambiatori e piazze.
d) Convenzione navetta parcheggio per incentivare i parcheggi scambiatori
e) Creare servizi privati short-bus e limousine per ridurre i rischi d’incidenti il fine settimana.
f) Eventi culturali e progetti a partecipazione ed integrazione di tutta una via o quartiere.
g) Zone adibite a parcheggio temporaneo.
Perché non può essere così?
lunedì 19 novembre 2007
Alcool e droga - combattere la causa, non l'effetto
Oggi l'alcool e la droga sono al centro dell'attenzione mediatica, per campagne di sensibilizzazione e di lotta a queste dipendenze.
Una lotta spesso indirizzata a proibire ciecamente, a vietare uso di sostanze e a chiudere i locali di ritrovo giovanile, spesso considerati i colpevoli della situazione.
Si cerca facili soluzioni demagogiche, andando a colpire gli effetti e non le cause.
Il vero problema è la percezione della droga nel mondo giovanile e non.
La droga é percepita come un elemento indispensabile, come il cellulare o la bella macchina, per essere posizionati nella mente delle persone come "cool"
Chi beve, chi si droga lo fa per sballarsi, vogliono essere liberi dalle loro paure, inibizioni e pregiudizi.
la droga gliele toglie dandogli la sensazione di essere migliori, più potenti, le libera dai freni e li fa sentire più sensuali.
la droga e l'alcool diventano i bastoni a cui aggrapparsi, come ci si aggrappa alla vita.
Sostegno alla paura di non riuscire a farcela, ad essere come la società ci vuole, vincenti, sempre splendidi e forti.
La società ci impone modelli, spesso sbagliati e forse oggi è venuto il tempo di dire basta.
la soluzione è qui, la paura di non farcela, di non essere abbastanza bravo, di non essere accettato dalla nostra "tribù", di non essere amati per quello che siamo, di dover sempre dimostrare di essere i migliori.
Forse esiste un'altra soluzione, diversa e più sana del proibire?
Una lotta spesso indirizzata a proibire ciecamente, a vietare uso di sostanze e a chiudere i locali di ritrovo giovanile, spesso considerati i colpevoli della situazione.
Si cerca facili soluzioni demagogiche, andando a colpire gli effetti e non le cause.
Il vero problema è la percezione della droga nel mondo giovanile e non.
La droga é percepita come un elemento indispensabile, come il cellulare o la bella macchina, per essere posizionati nella mente delle persone come "cool"
Chi beve, chi si droga lo fa per sballarsi, vogliono essere liberi dalle loro paure, inibizioni e pregiudizi.
la droga gliele toglie dandogli la sensazione di essere migliori, più potenti, le libera dai freni e li fa sentire più sensuali.
la droga e l'alcool diventano i bastoni a cui aggrapparsi, come ci si aggrappa alla vita.
Sostegno alla paura di non riuscire a farcela, ad essere come la società ci vuole, vincenti, sempre splendidi e forti.
La società ci impone modelli, spesso sbagliati e forse oggi è venuto il tempo di dire basta.
la soluzione è qui, la paura di non farcela, di non essere abbastanza bravo, di non essere accettato dalla nostra "tribù", di non essere amati per quello che siamo, di dover sempre dimostrare di essere i migliori.
Forse esiste un'altra soluzione, diversa e più sana del proibire?
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